Share's profileSharePhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    September 30

    il manifesto del raver

    IL MANIFESTO DEL RAVER

    Il nostro stato emotivo l'estasi. Il nostro nutrimento l'amore. La nostra dipendenza la tecnologia. La nostra religione la musica. La nostra moneta la conoscenza. La nostra politica nessuna. La nostra società un'utopia che sappiamo non sarà mai.

    Potete odiarci. Potete ignorarci. Potete non capirci. Potete essere inconsapevoli della nostra esistenza. Possiamo solo sperare che non ci giudichiate, perch noi non vi giudicheremo mai. Non siamo criminali. Non siamo disillusi. Non siamo dipendenti dalla droga. Non siamo dei bambini inconsapevoli. Noi siamo un villaggio tribale, globale, di massa, che non dipende dalla legge fatta dall'uomo, dallo spazio e dal tempo stesso. Noi siamo un'unità. L'unità.

    Noi siamo stati plasmati dal suono. Da molto lontano, il temporalesco, echeggiante e smorzato battito era simile a quello del cuore di una madre che tranquillizza un bambino nel suo ventre di acciaio, calcestruzzo e fili elettrici. Noi siamo stati allevati in questo ventre, e qui, nel calore, nell'umidit e nell'oscurit di esso, siamo giunti ad accettare che siamo tutti uguali. Non solo per l'oscurità e per noi stessi, ma per la vera musica che batte dentro di noi e passa attraverso le nostre anime: siamo tutti uguali. E attorno ai 35Hz possiamo sentire la mano di un dio sul nostro dorso, che ci spinge avanti, ci spinge a spingere noi stessi a rinforzare il nostro pensiero, il nostro corpo e il nostro spirito. Ci spinge a girarsi verso la persona vicino a noi per stringere le mani e sollevarle, condividendo la gioia incontrollabile che proviamo creando questo magico cerchio che può, almeno per una notte, proteggerci dagli orrori, dalle atrocità e dall'inquinamento del mondo che sta di fuori. in questo preciso momento, con queste premesse, che ognuno di noi veramente nato.

    Continuiamo ad ammassare i nostri corpi nei clubs, nei depositi e negli edifici che voi avete abbandonato e lasciato senza alcuna ragione, e gli riportiamo vita per una notte. Una vita forte, deflagrante, che pulsa, nella sua pi pura, pi intensa, nella pi edonistica forma. In questi spazi improvvisati, noi cerchiamo di liberarci dal peso dell'incertezza di un futuro che voi non siete stati capaci di stabilizzare e assicurarci. Noi cerchiamo di abbandonare le nostre inibizioni, e liberarci dalle manette e dalle restrizioni che avete messo in noi per la pace del vostro pensiero. Noi cerchiamo di riscrivere il programma che avete cercato di indottrinarci sin dal primo momento che siamo nati. Programma che dice di odiarci, di giudicarci, di rifugiarci nella pi vicina e conveniente tana. Programma che dice persino di salire le scale per voi, saltare attraverso i cerchi e correre attraverso labirinti su ruote per criceti. Programma che ci dice di cibarci dal brillante cucchiaio d'argento col quale tentate di nutrirci, anzichè lasciare che ci nutriamo da soli, con le nostre stesse mani capaci. Programma che ci dice di chiudere le nostre menti, invece di aprirle.

    Fino a quando il sole sorgerà per bruciare i nostri occhi rivelando la realtà del mondo che avete creato per noi, noi balleremo fieramente con i nostri fratelli e sorelle, celebrando la nostra vita, la nostra cultura, e i valori in cui più crediamo: pace, amore, libertà, tolleranza, unità, armonia, espressione, responsabilità e rispetto.

    Il nostro nemico l'ignoranza. La nostra arma l'informazione. Il nostro crimine violare e sfidare qualsiasi legge che voi sentite aver bisogno di utilizzare per porre fine all'atto di celebrare la nostra esistenza. Ma ricordate che mentre potete fermare un qualsiasi party, in una qualsiasi notte, in un qualsiasi città, in una qualsiasi nazione o continente di questo magnifico pianeta, non riuscirete mai spegnere il party intero. Non avete accesso a questo interruttore, non importa quello che pensate. La musica non si fermerà mai. Il battito del cuore non si spegnerà mai. Il party non finirà mai.

    Sono un raver, e questo è il mio manifesto.

     

    May 21

    RAVE PARTY: SBALLO O PURO DIVERTIMENTO?

    I rave party nascono alla fine degli anni ’80, in un momento in cui negli Stati Uniti come in Europea si formano controculture tese a denunciare problemi politici, difficoltà economiche e disagi sociali.

    I primi rave trovano vita in fabbriche abbandonate di grandi metropoli; con l’invasione di un’area industriale ormai in disuso si vuole stigmatizzare la condizione sociale di migliaia di operai disoccupati e celebrare la liberazione dell’uomo dalle catene del lavoro.

    Il termine inglese rave letteralmente significa “delirio”, ma in senso ampio indica la voglia comune di svincolarsi da regole e convenzioni socialmente imposte, la ricerca di una libertà totale fisica e mentale che si esprime attraverso il ballo e anche il consumo di droghe. Ecstasy, lsd, anfetamine, ketamine sono le droghe di scelta per ballare in completa sfrenatezza. Techno, house, acid jazz, trance, tribal, jungle, sono alcune delle forme musicali che si ballano nei rave, tutte prodotte elettricamente o mixate da dj.

    Negli ultimi anni da fenomeno di controcultura underground i rave si sono lentamente trasformati in fenomeno di massa, diventando un’attrazione non solo per i soliti pankabbestia, ma anche per molti giovani di ogni età, appartenenti a diverse classi sociali e stili culturali.

    I ravers sono quindi ragazzi “normali!

    Anche in Puglia (soprattutto nelle zone di Bari, Lecce e Foggia) sempre più frequenti sono queste manifestazioni illegali, organizzate all’interno di aree industriali abbandonate o in spazi aperti, della durata di una notte o anche di alcuni giorni, pubblicizzate tramite passaparola o siti internet misconosciuti.

    Ma qual è il reale bisogno che i ravers vogliono esprimere e comunicarci?

    Dietro la ricerca di adrenalina, eccessi, sballo, cosa si nasconde?

    Desiderio di puro divertimento senza regole?

    Sfrenata voglia di evasione?

    Necessità di libertà e spensieratezza svincolata da regole e dal conformismo di una realtà che non piace, che ci sta sempre troppo stretta e che non comprende il mondo giovanile?

    A voi la parola…